Archivio per giugno, 2009
Adriatico, futuro in costruzione

Splendida vista dal Vidova Gora (Monte S. Vito, 780 m.), sull'isola di Brac, in Croazia, con al piede la rinomata penisola detta "corno d'oro", Slatni Rat in croato, nella città di Bol. Da questa cima, nei giorni più limpidi, si può vedere la costa italiana, il Monte Conero, nell'anconetano. (foto © Giuliano Bertozzini, agosto 2007)
Bello è poter dire che stiamo costruendo il futuro! In tempi di preoccupante crisi economica come questa che viviamo oggi, verso la fine del primo decennio del ventunesimo secolo, quando l’incertezza domina la scena del mondo, fino ad infondere paure fra tanti che rischiano di non ritrovare la strada per andare avanti, nel nostro mare Adriatico una condizione nuova, di apertura fra le sue diverse sponde, offre la possibilità di costruire un futuro di incontro, conoscenza, amicizia e collaborazione fra popoli, paesi, culture prima tenuti lontani.
E’ merito del superamento della divisione, che ha dominato il secolo scorso, fra mondo occidentale, ad economia capitalistica ed istituzioni democratiche e mondo del blocco sovietico, ad economia pianificata e regime a partito unico. In Adriatico non è caduto un muro di mattoni e cemento armato, come a Berlino, perchè, naturalmente, non c’era. Ma lo stesso una frontiera divideva e teneva separati paesi e popoli. Ora non più, che bello!
E merito, anche, dell’Europa, che da ormai oltre mezzo secolo costruisce l’unità del nostro continente ed ora, dopo aver già accolto nell’Unione europea Slovenia, Ungheria, Romania e Bulgaria ha avviato il percorso di ingresso anche per gli altri paesi della penisola balcanica, che con la penisola italiana racchiude il nostro Adriatico.
E’ una grande, appassionante novità della storia umana, che prende la mente e il cuore, se solo ci si pensa un po’. Adriatico, futuro in costruzione.