Cooperazione attorno all’Adriatico
Oggi l’Adriatico è aperto alla collaborazione fra tutti coloro che lo desiderano, lungo le sue coste, nei suoi territori, costieri e interni. Non solo non ci sono più le barriere della trascorsa epoca di divisione del mondo fra i contrapposti blocchi occidentale e orientale, ma sono stati messi in azione strumenti utili allo sviluppo di cooperazioni in tanti campi, da quello economico a quello sociale, dalla cultura all’ambiente e tanti altri.
E’ l’Unione europea la protagonista, la meritevole promotrice di questo grande avanzamento della coesione e dello sviluppo condiviso sul nostro continente. Non dimentichiamocelo mai, e non dimentichiamo mai di farlo sapere a tutti, soprattutto a quelli che, purtroppo, ancora non vogliono prendere atto della positività, della enorme portata storica della strada intrapresa dai popoli europei con la costruzione dell’Europa unita.
E’ tutto facile, dunque? No, certo, non è facile mettere in consonanza popoli e culture per tanto tempo separati, tenuti lontani fra di loro. Ma la strada è aperta, non c’è che da percorrerla, pur con tutte le sue problematicità, ed anzi proprio queste sono lo stimolo per intraprendere, e la loro soluzione è proprio la finalità delle politiche e degli strumenti d’azione messi in campo.
E il percorso su questa strada è già stato avviato, è in atto da ormai diversi anni.
Già dalla sua programmazione per il trascorso periodo 2000-2006 dei fondi dedicati a quella che viene chiamata politica regionale o di coesione (http://ec.europa.eu/regional_policy/index_it.htm) sono stati realizzati numerosi progetti che, finanziati con quei fondi, hanno reso possibile la costruzione di reti di collaborazione fra tanti soggetti che si sono messi in attività, da istituzioni pubbliche, come le amministrazioni locali e regionali, a soggetti privati, come imprese ed associazioni di vario tipo.
Ora è in attuazione il periodo di programmazione 2007-2013, che è partito dalla possibilità di far tesoro delle esperienze precedenti e dei loro insegnamenti e, dunque, può far compiere passi avanti importanti.
Allora è importante conoscere un po’ cos’è stato fatto nel passato, per comprendere meglio le attività realizzate e le opportunità che da esse possono scaturire per questi anni in corso. Questa conoscenza non è facile da acquisire, poichè occorre ritrovare le fonti di informazioni che la contiene e riuscire ad esaminarla e renderla comprensibile ai più, soprattutto a chi non è addentro a queste attività ed alle loro modalità operative.
Su questo proposito, pur nelle mie limitate possibilità, cercherò di cimentarmi.
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