1857, le “Lettere slave” di Giuseppe Mazzini
Era il lontano 1857 quando il grande intellettuale e politico del Risorgimento italiano Giuseppe Mazzini pubblicò le sue “Lettere slave“. Un documento di grande importanza storica, per l’analisi che contiene della realtà e delle prospettive dei popoli slavi della penisola balcanica di quei tempi, quando si avviavano i primi movimenti di emancipazione nazionale e da essi già la mente perspicace del patriota italiano intuiva lucidamente che erano poste questioni ineludibili di conquista di libertà, con la costituzione in stati indipendenti e sovrani.
E Mazzini ne derivava, conseguentemente, una necessità di studio e di approntamento di nuove, più avanzate politiche internazionali da parte dell’Italia, orientate all’idea innovatrice e umanissima di far convergere verso la fratellanza popoli, come quello italiano e quelli dell’altra sponda dell’Adriatico, in cerca tutti di unità e indipendenza nazionale.
Scriveva Mazzini: “Da quando l’arti dell’Austria, … e gli errori dell’insurrezione ungherese interruppero lo sviluppo visibile delle tendenze nazionali che agitavano gli Slavi Meridionali dieci anni or sono, s’è fatto silenzio nella stampa italiana intorno a quel moto, il più importante dopo l’italiano, per l’Europa futura. Se ciò mai dipendesse da credenza che quel moto d’animi fosse spento, sarebbe errore eguale a quello dei tanti che hanno dimenticato i miracoli popolari del 1848 in Italia, e non veggono in essi un programma da tradursi in realtà infallibilmente un dì o l’altro. Il moto Slavo dura lentamente continuo. Quando un’idea di libera patria, un’aspirazione nazionale s’affaccia a un popolo, nessuna forza può spegnerla o contenderle, più o meno lento, sviluppo progressivo fino al trionfo. …. L’Italia fatta nazione dovrà pure avere le proprie alleanze, una politica internazionale, sua tutta. E la base di questa politica dovendo naturalmente poggiare sull’impianto delle nuove nazioni che sorgeranno di mezzo al disfacimento inevitabile dell’impero d’Austria, è bene studiarne attentamente gli inizi.”
Ecco, c’erano popoli, qui attorno al nostro mare, in lotta per la loro libertà dal giogo straniero, allora dell’Austria-Ungheria, l’italiano come gli slavi sull’altra sponda, e cercavano la loro unità in libere nazioni. Mazzini sosteneva non solo questa causa di civile emancipazione, ma indicava la via dell’alleanza, della fratellanza fra i nostri popoli di allora.
L’afflato civile e morale di Mazzini, pur se non riuscì a sopravanzare gli orientamenti invece di potenza in cerca di egemonia data dai governi italiani, e non solo, di allora, ebbe importanti, incisivi effetti fra intellettuali e politici del nostro e degli altri popoli, che da quell’insegnamento trassero forza e cultura per lottare per quelle prospettive civili, e su questa strada incontrarsi e battersi insieme.
Ne parleremo più avanti, con l’intento di evidenziare le tracce durature, fino ai giorni nostri, di quei positivi e benefici orientamenti culturali e politici.
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